Cambio il web - il blog

Alla ricerca della via per un corretto web design

30
Nov

Siete alla ricerca di un’immagine vincente? Non cercatemi, io vorrei curare la vostra reputazione!

Inserito da Maurizio nella categoria Riflessioni

Mi è da poco capitato di sentire in tv in’intervista di cui ora mi sfuggono intervistatore ed intervistato in cui si parlava dell’attuale crisi economica. Un dei punti di cui si dibatteva era il fatto che molte aziende lavorano molto di più sull’immagine che sulla reputazione. Affidandosi ad una buona agenzia di marketing, una buona immagine la si costruisce in poche settimane. Non è difficile. Basta chiamare a testimoniare il calciatore più bravo o la ‘letterina’ più in voga del momento. Se quelli dell’agenzia sono bravi il gioco è fatto. Ma poi? Per creare una sana economia serve la reputazione! Secondo me sono in troppi a fermarsi all’immagine, è la reputazione che conta. Per costruirsi una buona reputazione serve una vita! Ed è proprio questo che mi piacerebbe fare. Costruirmi una buona reputazione per quello che faccio (sviluppo web ma non solo) ed aiutare quelli per cui lavoro a migliorare la propria. Questa è la mia ricetta per migliorare la nostra economia.

Sono un illuso?

22
Nov

Web Design Bulletproof di Dan Cederholm

Inserito da Maurizio nella categoria recensioni di libri

…ecco un altro libro che parla di come fare siti Web standard e accessibili. Lo dovrei comprare? Secondo me si, sempre a patto che vi interessi sviluppare per il web in modo conforme agli standard.
Sia ben chiaro, il libro non offre alcuna ricetta magica, per gli esperti come siete voi non aggiungerà molto, ma qualcosa si, e quindi perchè non migliorarsi? Per i neofiti lo consiglio molto di più, come prima lettura, rispetto ad esempio a Progettare siti web standard II ed. (che leggerete subito dopo).
Web Design Bulletproof guida il lettore attraverso tutti i passaggi chiave che consentono di creare un sito web standard. Inizia con la formattazione del testo, continua con l’interfaccia di navigazione, successivamente spiega come posizionare gli elementi strutturali all’interno del layout di pagina e conclude mettendo tutto insieme. Ecco tutto, se vi basta compratelo altrimenti crogiolatevi nella vostra ignoranza e dite che siete amici di Roberto Scano.

18
Ott

Ho un problema: come posso rendere le opere d’arte accessibili sul web?

Inserito da Maurizio nella categoria CSS, Riflessioni, XHTML, XHTML semantico

Quando Benvenuto (Benvenuto Gattolin è uno stimato artista che lavora ad Assisi) mi ha chiesto di realizzare per lui un sito internet mi sono sentito subito investito di una grossa responsabilità. Quale? Realizzare un sito web di un’artista (ovviamente). Se non si approfondisce il problema l’equazione generale alla base del progetto potrebbe sembrare abbastanza banale:

Artista = Opere d’Arte -> facciamo vedere quante più opere possibili

In linea generale ho condiviso questa equazione ma ho cercato di rendere il sito il più possibile accessibile e conforme agli standard. Come?

  • separando contenuto (XHTML) dalla parte presentazionele (CSS)
  • scrivendo codice corretto sintatticamente
  • scrivendo il codice in modo semantico (h1, h2, h3, p, ul, li etc… usate nel modo corretto)
  • usando javascript in modo non intrusivo (leggi: il sito funziona anche con javascript non attivo)
  • con uno form di contatti Ajax che funziona anche con javascript disabilitato (è la stessa cosa di prima ma mi piaceva puntualizzarlo)
  • con un microformato hcard per i contatti

Benvenuto mi ha chiesto di far vedere 31 opere (una minima parte di ciò che ha realizzato nella sua vita ma comunque tantissime!) e questo ha reso la pagina (si tratta infatti di un sito su pagina unica) troppo pesante per coloro non raggiunti da una linea veloce. Ho quindi aggiunto un link in alto da dove si accede ad una versione testuale (che altro non è che la pagina con i fogli di stile disabilitati).

A questo punto una domanda: ma per la versione testuale cosa faccio vedere? Descrivo le opere? A mio avviso cercare di rendere l’idea di un’opera d’arte senza poterla vedere è impresa troppo ardua! Ho optato allora per alcuni pensieri che Benvenuto ha voluto accanto ad alcune opere nella versione del sito completa. Questo ha comportato che il titolo h2 ‘alcune mie opere’ si sia trasformato (in realtà non si trasforma niente, il testo reale è nascosto da un’immagine nella versione completa) in ‘il mio pensiero sull’arte’, molto più congruo e tutte le immagini delle opere sono state inserite come background (quindi disabilitando gli stili non si vedono). Per il resto non cambia praticamente niente.

Ecco il link: Benvenuto Gattolin

15
Ott

Italianwebdesign ti premia: vinci un libro di webdesign!

Inserito da Maurizio nella categoria interesse generale

Italianwebdesign ti premia: vinci un libro di webdesign!

bannercontest Italianwebdesign ti premia: vinci un libro di webdesign!

Segui le istruzioni e ripubblica questo annuncio sul tuo sito o blog, così come lo vedi, completo di immagine e link alle istruzioni per partecipare. Assicurati di  possedere un contatto al quale puoi essere raggiungibile sul tuo blog o sito e attendi la data di scadenza che è prevista per il 31 Ottobre 2008.

A seconda del numero di trackback assegnato, che potrai verificare direttamente sul post  con il regolamento, parteciperai all’estrazione di un libro di webdesign a scelta fra quelli proposti.

Partecipa anche tu!

05
Set

Ma come si legge un libro in formato digitale?

Inserito da Maurizio nella categoria Riflessioni


Leggo molti libri, tecnici e non, tutti di carta.

La possibilità di avere un libro in formato digitale da sempre mi incuriosisce ma allo stesso tempo mi spaventa.

Perchè? Semplice: non ho ancora trovato un modo di leggerli che sia piacevole come la lettura di un libro di carta.

Va bene posso stamparli ma se devo stamparmelo da solo ne compro uno direttamente di carta.

Leggere un libro sul video del pc per me è impossibile, troppo faticoso.

La distribuzione di dispositivi sviluppati allo scopo (e-book reader) mi sembra quantomeno in fase embrionale qui in Italia.

Il mio ideale, ad oggi, sarebbe quello di proiettarli sul muro di fronte al mio divano e leggerli li… ma un proiettore decente costa un’esagerazione!!!!

Ho comprato qualche tempo fa un libro dello Scano in formato digitale ma non ho trovato di meglio che farlo stampare da un mio amico che ha i mezzi (se lo stampavo a casa facevo prima ad invitare Roberto Scano a casa mia, pagargli l’alloggio e farmi declarare a memoria il libro).

Poi ho acquistato un libro di Cameron Moll su come sviluppare applicazioni web per dispositivi portatili ed il pdf si trova ancora lì, solo soletto in mezzo al mio desktop.

Scopro che la scuola si muove verso gli e-book per motivi più o meno nobili.

Si discute molto dell’argomento come ad esempio qui e qui e la mia domanda (più o meno provocatoria) è questa: ma la gente comune è in grado di leggere un libro in formato digitale?

La faccio più provocatoria: i libri digitali sono veramente accessibili (x livio: i pdf accessibili sono realmente accessibili?). Abbiamo gli strumenti per leggerli che siano alla portata di tutti?

Livio, Noa e tutti coloro che sanno leggere un libro in formato digitale aiutatemi!!!!

22
Ago

Sono un guru? Credo di no… forse un’ape operaia!

Inserito da Maurizio nella categoria Riflessioni

La pubblicità è l’anima del commercio? Sono completamente d’accordo ma credo che umiltà e serietà siano ancora più importanti.

Mi riferisco all’uso di termini strabilianti per attribuire o peggio attribuirsi capacità superiori alla media. E’ infatti tipico delle grandi multinazionali utilizzare termini quali guru, evangelist o altro per enfatizzare le capacità di qualcuno. Questi termini sono entrati nell’uso quotidiano della lingua italiana e molti li usano senza pensarci troppo.

Personalmente credo che certi termini debbano essere usati nel rispetto della loro etimologia e non a sproposito. Credo inoltre che il rispetto degli altri deve essere conquistato con il lavoro, giorno dopo giorno.

Perché non usiamo ad esempio termini quali artigiano del web o meglio ape operaia del web? Forse perché è risaputo che un artigiano (specie in via di estinzione), che sia serio ed onesto non diventerà mai ricco? Io personalmente credo di sentirmi un artigiano… mi estinguerò?

04
Ago

AJAX bulletproof di Jeremy Keith (2008)

Inserito da Maurizio nella categoria recensioni di libri

Ajax bulletproof è il secondo libro di Jeremy Keith che leggo (il primo è stato DOM scripting) e questa seconda lettura ha confermato le mie impressioni sull’autore che sembra essere uno che si sa fare e con le idee chiare, due punti di partenza ottimi per scrivere bene.
Ajax bulletproof è rivolto agli sviluppatori front-end che si vogliono avvicinare ad Ajax non perdendo di vista (come molti fanno) le problematiche legate all’accessibilità delle proprie applicazioni.
Il libro introduce Ajax per quello che è: l’uso combinato di varie tecniche (Javascript, DOM, CSS, ed un linguaggio qualsiasi lato server) per effettuare chiamate asincrone al server ed evitare di aggiornare l’intera pagina ad ogni chiamata. Jeremy Keith lo definisce così: un modo di comunicare con il server senza ricaricare l’intera pagina.
Detto così il termine Ajax perde molto dell’alone romantico costruitogli intorno ad arte per fini commerciali ma sicuramente non perde i suoi reali punti di forza come ad esempio creare nuove esperienze di navigazione per l’utente e risparmiare banda.
In Ajax Bulletproof, Jeremy Keith discute delle tecniche Ajax in modo critico e spiega come inserire nelle proprie applicazioni codice non intrusivo ed accessibile.
Il libro è diviso in nove capitoli:

  • Cos’è Ajax;
  • Javascript e il DOM;
  • XMLHttpRequest;
  • Il formato dei dati;
  • Hijax;
  • Le sfide di Ajax;
  • Ajax e l’accessibilità;
  • Un esempio completo;
  • Il futuro di Ajax.

I capitoli sono condensati in meno di duecento pagine e questo è sicuramente un pregio. Tutti i concetti alla base di Ajax sono spiegati in modo semplice (per gli ‘esperti’ forse banale) e chiaro utilizzando molti esempi pratici.
Al libro è associato un sito web dove sono riportati tutti gli esempi citati al suo interno.
Buona lettura a tutti.

24
Lug

MICROFORMATS, empowering your markup for web 2.0 di John Allsopp (2007)

Inserito da Maurizio nella categoria XHTML semantico, recensioni di libri

Ecco un libro molto interessante che tratta di semantica nello sviluppo di siti web. Andiamo per gradi… innanzi tutto chiariamo cosa io intendo per uso corretto della semantica nel markup. Semplice, i marcatori (<h1>,<h2>, <p>, <a>, etc…) hanno un significato ben preciso e devono essere usati per adempiere allo scopo per cui sono stati inventati. Ad esempio, i tag hx servono per i titoli e quindi devono essere usati per identificare i titoli, il tag <p> identifica un paragrafo e cosi via.
Potremmo andare avanti a lungo ma andrei fuori tema. Suggerisco quindi alcune letture sull’argomento semantica e markup (lungi da me il ritenere che siano esaustive, ma sicuramente non fanno male):

  1. Scrivere codice HTML semantico di: Alessandro Fulciniti;
  2. Semantica e markup su biroblu;
  3. headings parte uno, due e tre sempre su biroblu.

La semantica nel markup è, a torto, spesso trascurata dagli sviluppatori a vantaggio di grafica ed effetti speciali. Dico a torto per due motivi principali (… o meglio per ora questi mi vengono in mente ma vi assicuro che bastano anche se non sono i soli):

  1. In molti ci hanno dimostrato che è possibile coniugare un aspetto grafico accattivante con un buon markup;
  2. L’uso corretto della semantica aiuta il posizionamento nei motori di ricerca.

Torniamo ora al libro di Allsopp dicendo che i miroformats o microformati ci aiutano ad andare oltre alla semantica intesa come uso corretto dei marcatori. Come? Suggerendo delle strutture (cioè blocchi di codice XHTML) atte a supportare lo sviluppo di codice semantico. Vi ho confuso le idee? Cerco di spiegare il tutto con un esempio: supponiamo di voler identificare gli estremi di un contatto relativo ad un professionista (nome, cognome, indirizzo, città, telefono, mail, fax etc), come possiamo definire un codice XHTML semanticamente corretto? Che io sappia non esiste alcun marcatore idoneo allo scopo… ma certo!!! utilizzando il microformato hCard!!!! Eccone un esempio:

<div id="hcard-Mario-Rossi" class="vcard">
<span class="fn">Mario Rossi</span>
<div class="org">Mario Group Spa</div>
<a class="email" href="mailto:mario@mario.it">mario@mario.it</a>
<div class="adr"><div class="street-address">Via roma, 125</div>
<span class="locality">Milanello</span>,
<span class="postal-code">00234</span>
<span class="country-name">Italia</span>
</div>

Tutti i web designer concorderanno che è possibile, attraverso i CSS, formattare questo codice in modo da presentarlo in 1000 modi diversi uno più bello ed accattivante dell’altro!
Ma come posso ricordare tutte queste calssi e come posso strutturare in modo semplice e veloce questo microformato? Semplice, andando nel sito dedicato ai microformats ed in particolare utilizzando il costruttore automatico di hCards!!
Avremo modo di tornare sull’argomento microformats, nel frattempo vi consiglio di leggere questo libro che spiega in modo semplice e diretto cosa sono, come utilizzarli e come svilupparne di nuovi.
… a dimenticavo, buona lettura

19
Lug

Nuovo tema per il blog

Inserito da Maurizio nella categoria wordpress

Finalmente mi sono deciso a ristrutturare il tema del blog. Ho cercato di realizzare un tema che sia il più semplice possiblile ma che sia anche elegente, chiaro ed usabile.

Ci sono riuscito? Questo sta a voi dirlo…

A me l’aspetto complessivo piace (l’ho fatto io ci mancherebbe altro) ed ora cercherò di migliorare la compatibilità cross-browser, usabilità, semantica etc.

Per ora il tema è stato testato solo su browser recenti quindi non ditemi che non funziona su quelli vecchi (al massimo tra una settimana funzinerà anche li… per chiarirci, io per vecchio intendo IE6).

Aspetto da voi commenti, critiche e suggerimenti…

17
Lug

Accessibilità delle applicazioni web di Roberto Scano (2008)

Inserito da Maurizio nella categoria recensioni di libri

Con questo libro Roberto Scano affronta un argomento di grande attualità qual è l’accessibilità delle applicazioni web in modo organico e puntuale. Lo ammetto, ho iniziato a leggere questo libro viaggiando prima in treno e poi in aereo come in genere faccio con i testi di Travaglio. Il punto? Non è stata una grande idea. A mio avviso, questo testo è più da studiare che da leggere e non è adatto, come altri (vedi ad esempio Don’t make me think di Krug o i libri della Postai) per unire l’utile (apprendere) al dilettevole (sorridere per l’ironia del testo).

Arrivando al dunque, Scano snocciola in modo estremamente chiaro e dettagliato linee guida e norme tecniche di accessibilità web mostrando competenza ed autorevolezza. Studiando il libro si apprendono quindi molte cose su come si possa rendere un’applicazione accessibile. E fin qui quanto c’è di buono ma posso fare due critiche? La prima in realtà non è una vera critica: il testo risulta leggermente pesante ma mi chiedo come sia possibile trattare un argomento cosi vasto e complesso in modo leggero. La seconda è che, secondo me, l’autore tende troppo a far capire in modo esplicito che ha partecipato a questo o a quello peccando un poco di superbia (spero che l’autore non me ne voglia, vorrei io essere competente come lui in termini di accessibilità).

Nel libro si possono anche apprezzare i contributi di autorevoli personaggi quali Charles Chen (Google), Gez Lemon (JuicyStudio.com), Giorgio Natili (ActionScript.it), T.V. Raman (Google), Alessio Cartocci (IWA/HWG) e Consuelo Battistelli (IBM) oltre all’introduzione da parte di Mike Paciello, fondatore e presidente di “The Paciello Group”.

In sostanza io penso che almeno un libro che parli in modo chiaro e dettagliato di questo argomento debba essere presente nelle librerie di tutti coloro che si occupano di Web e che il testo di Scano sia un serio candidato a ricoprire questa posizione.

A dimenticavo… il libro ha un suo sito web.

buona lettura a tutti.

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