Con questo libro Roberto Scano affronta un argomento di grande attualità qual è l’accessibilità delle applicazioni web in modo organico e puntuale. Lo ammetto, ho iniziato a leggere questo libro viaggiando prima in treno e poi in aereo come in genere faccio con i testi di Travaglio. Il punto? Non è stata una grande idea. A mio avviso, questo testo è più da studiare che da leggere e non è adatto, come altri (vedi ad esempio Don’t make me think di Krug o i libri della Postai) per unire l’utile (apprendere) al dilettevole (sorridere per l’ironia del testo).
Arrivando al dunque, Scano snocciola in modo estremamente chiaro e dettagliato linee guida e norme tecniche di accessibilità web mostrando competenza ed autorevolezza. Studiando il libro si apprendono quindi molte cose su come si possa rendere un’applicazione accessibile. E fin qui quanto c’è di buono ma posso fare due critiche? La prima in realtà non è una vera critica: il testo risulta leggermente pesante ma mi chiedo come sia possibile trattare un argomento cosi vasto e complesso in modo leggero. La seconda è che, secondo me, l’autore tende troppo a far capire in modo esplicito che ha partecipato a questo o a quello peccando un poco di superbia (spero che l’autore non me ne voglia, vorrei io essere competente come lui in termini di accessibilità).
Nel libro si possono anche apprezzare i contributi di autorevoli personaggi quali Charles Chen (Google), Gez Lemon (JuicyStudio.com), Giorgio Natili (ActionScript.it), T.V. Raman (Google), Alessio Cartocci (IWA/HWG) e Consuelo Battistelli (IBM) oltre all’introduzione da parte di Mike Paciello, fondatore e presidente di “The Paciello Group”.
In sostanza io penso che almeno un libro che parli in modo chiaro e dettagliato di questo argomento debba essere presente nelle librerie di tutti coloro che si occupano di Web e che il testo di Scano sia un serio candidato a ricoprire questa posizione.
A dimenticavo… il libro ha un suo sito web.
buona lettura a tutti.
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Tags: accessibilità, libri, R. Scano
luglio 17th, 2008 alle ore 2:32 pm
Ciao, grazie per la recensione
Il libro è stato volutamente creato con lo scopo di dare principi di sviluppo accessibile, con linee guida perchè durante i corsi che ho tenuto in varie occasioni ho notato che il problema principale non è tanto dare esempi di codice ma far capire agli sviluppatori perchè devono applicare alcuni accorgimenti nelle loro applicazioni.
Sulle critiche relative alla pesantezza hai ragione, se lo vedi come libro dedicato a chi vuole codice pronto da applicare… diciamo che questo libro è rivolto a chi ha già una competenza nelle specifiche e nelle linee guida di accessibilità e vuole capire quali siano i principi da applicare in diversi casi.
Non a caso è stato dedicato un sito al libro in cui chiunque può contribuire portando esempi reali di applicazione. Ho applicato quindi la filosofia delle WCAG 2.0, dando alcune indicazioni e lasciando comunque un’applicazione senza vincoli di esempi “da clonare”…
Spesso si critica l’accessibilità in quanto limita la creatività ed è per questo che dico chiaramente: questi sono i principi e le linee guida, questi sono i consigli… ora fate i creativi e dimostrate che sapete applicarli!
luglio 17th, 2008 alle ore 5:46 pm
luglio 17th, 2008 alle ore 6:01 pm
dimenticavo: Charles Chen ha fatto questa robina qui: http://firevox.clcworld.net/
luglio 17th, 2008 alle ore 6:06 pm
@Roberto: ciao Roberto è un onore per me averti qui.
@Livio: ciao Livio ho visto che ultimamente ‘spopoli’ nei blog tra semantica e headings!