
Leggo molti libri, tecnici e non, tutti di carta.
La possibilità di avere un libro in formato digitale da sempre mi incuriosisce ma allo stesso tempo mi spaventa.
Perchè? Semplice: non ho ancora trovato un modo di leggerli che sia piacevole come la lettura di un libro di carta.
Va bene posso stamparli ma se devo stamparmelo da solo ne compro uno direttamente di carta.
Leggere un libro sul video del pc per me è impossibile, troppo faticoso.
La distribuzione di dispositivi sviluppati allo scopo (e-book reader) mi sembra quantomeno in fase embrionale qui in Italia.
Il mio ideale, ad oggi, sarebbe quello di proiettarli sul muro di fronte al mio divano e leggerli li… ma un proiettore decente costa un’esagerazione!!!!
Ho comprato qualche tempo fa un libro dello Scano in formato digitale ma non ho trovato di meglio che farlo stampare da un mio amico che ha i mezzi (se lo stampavo a casa facevo prima ad invitare Roberto Scano a casa mia, pagargli l’alloggio e farmi declarare a memoria il libro).
Poi ho acquistato un libro di Cameron Moll su come sviluppare applicazioni web per dispositivi portatili ed il pdf si trova ancora lì, solo soletto in mezzo al mio desktop.
Scopro che la scuola si muove verso gli e-book per motivi più o meno nobili.
Si discute molto dell’argomento come ad esempio qui e qui e la mia domanda (più o meno provocatoria) è questa: ma la gente comune è in grado di leggere un libro in formato digitale?
La faccio più provocatoria: i libri digitali sono veramente accessibili (x livio: i pdf accessibili sono realmente accessibili?). Abbiamo gli strumenti per leggerli che siano alla portata di tutti?
Livio, Noa e tutti coloro che sanno leggere un libro in formato digitale aiutatemi!!!!
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Tags: e-book
settembre 5th, 2008 alle ore 3:06 pm
Mi spiace, gli ebook niente, costano troppo. Quando costerà come un lettore mp3 allora ci penserò. Però si legge bene, mi hanno detto, perché la densità dei pixel del monitor è almeno doppia rispetto a quella di un normale schermo. Ma l’ho solo sentito dire. Ma intendevi l’hardware o i file?
settembre 5th, 2008 alle ore 3:07 pm
Se mi dicevi ho ancora qualche vecchia copia della prima edizione… anzi se vieni a SMAU a trovarmi allo stand IWA te ne omaggio di una copia
settembre 5th, 2008 alle ore 3:41 pm
@livio: non era una subdola mossa per avere un e-book reader in omaggio (che sia chiaro)! A proposito, ancora grazie per i libri.
Mi riferisco ai file, quando ho un libro in formato digitale (qualsiasi), come lo leggo? Ho usato un e-book reader americano non ancora commercializzato in italia (al tempo ora non so se si trova qui) qualche mese fa, si legge molto bene ma i libri di carta per ora sono meglio (opinione personale). Ma gli e-book reader sono poco diffusi qui, o sbaglio?
Poi il discorso che volevo fare era più generale: io non sono chiuso alle novità tecnologiche ma ho dei problemi a leggere un libro in formato digitale (non ho un e-book reader, sul video video del pc non rieco a leggere un libro etc), la mia domanda è semplice: il problema è mio o è un problema generale da risolvere per poter diffondere i libri in formato digitale in modo serio e capillare? Qui tutti parlano di libri digitali ma nessuno affronta questo argomento mi pare.
@Roberto: grazie dell’invito, se passo a SMAU ti vengo a trovare, non per il libro ma perchè avrei piacere a conoscerti.
settembre 5th, 2008 alle ore 4:11 pm
Ho modificato leggermente il post al fine di renderlo più chiaro.
settembre 5th, 2008 alle ore 4:58 pm
eh!
e non ho avuto ancora modo di vederlo dal vivo. Ma ne dicono un gran bene in quanto a leggibilità.
allora… io ho iniziato a scaricare *.pdf in epoca preisterica.
aprivo il pdf e pensavo “poi me lo leggo con calma” e lo stampavo… povera la mia epson.
nel tempo mi sono resa conto di avere malloppi di fogli stivati dappertutto e di avere il tempo di leggerne un decimo. Buoni quindi per la polvere, mi sono serviti come carta da riuso per i pastrocchi del bambino.
Così ho iniziato ad archivare i file in modo sensato (insomma, più o meno) e a stampare solo quello che dovevo assolutamente leggere o che avevo realisticamente il tempo di leggere.
Per selezionare cosa stampare iniziavo a leggere a monitor. E… ho iniziato a stampare sempre di meno.
Fino a non farlo quasi più.
Non sono la fortunata vincitrice di un iLiad
Certo che ha ragione Livio, sono ancora un po’ cari per pensarne un uso diffuso, specialmente scolastico, ma sappiamo che in queste cose è solo questione di tempo.
Per quanto riguarda i libri scolastici digitali la questione sta sempre nei termini più volte discussi.
1) non è pensabile (ma gli altri editori pare continuino a pensarlo) creare libri digitali che siano semplicemente la versione ebook del testo tradizionale: questo comporterebbe la stampa casalinga del testo completo (a volte 700 pagine) e sarebbe una follia.
2) non è pensabile che uno studente di scuola secondaria (inferiore o superiore) non abbia un pc a casa – per qualcuno è ancora così, ma è solo questione di (poco) tempo.
La discussione più completa du questi argomenti è quella sul blog di Antonio che tu hai abilmente individuato e segnalato.
Per la questione dell’accessibilità, Livio docet, ne vedremo delle belle.
Ti ringrazio per l’attenzione che hai dedicato a questi – spinosa – argomenti.
settembre 5th, 2008 alle ore 5:02 pm
punto 2 specifico: avessero un mac sarebbe meglio
settembre 5th, 2008 alle ore 5:12 pm
sarà un laspus l’epoca preisterica?
settembre 5th, 2008 alle ore 5:50 pm
Allora non sono il solo ad aver riempito un armadio di carta con articoli scientifici in formato PDF (mi vergognavo ad ammetterlo!) che poi si sono mescolati tra loro e riprodotti!
Sono d’accordo che gli e-book readers funzionano bene (ma il libro di carta è meglio, opinione personale).
Quindi bisogna solo aspettare che questi costino meno ed il gioco è fatto? oppure no.
Ma esistono delle alternative valide? Io quella di proiettare il libro digitale sul muro di fronte al divano con un proiettore non la burrerei via! Il sistema ha dei problemi di portabilità ma è veramente avanti!!! Io lo ho fatto solo che poi ho dovuto restituire il proiettore ed il gioco è finito! Livio hai un proiettore?
settembre 5th, 2008 alle ore 6:30 pm
@livio: certo che no.
.
@maurizio: secondo me l’idea del proiettore è un figata (un editore può dire “figata”?), solo che i proiettori sono più cari dei lettori
io avevo uno spendido proiettore diapo tempo fa (in epoca pre-pre-preisterica) e l’ho bruciato per averlo lasciato sempre acceso: lo tenevo nascosto in alto e proiettava immagini/quadro sulla parete, un complemento d’arredo durato poco
non so se tutte le scuole ne abbiano uno (quelle dove son capitata io negli ultimi tempi si), e in effetti utilizzarli in classe per lavorare sul testo è un’ottima idea.
settembre 5th, 2008 alle ore 6:41 pm
E poi c’è un’altra questione che per il digitale potrebbe decretare la fine delle piccole case editrici: la pirateria!
Basta fare una semplice ricerca su emule (si può dire emule?) e trovi tutti i libri del mondo in formato digitale.
Se avessi un e-book reader o un proiettore potrei fare quello che molti (non io) fanno con i film.
Qui entra in gioco l’etica (si può dire etica in Italia?) ed allora si ride!!!
Voi piccoli editori (quelli grandi basta che licenzino qualche precario e si rifanno delle perdite – sono qualunquista?) come affrontate il problema?
settembre 5th, 2008 alle ore 6:42 pm
In ogni caso, penso sia un errore fare ipotetiche gare carta/ebook. Son due cose completamente diverse, e il vantaggio dell’ebook è fra gli altri che volendo ti fai anche la versione di carta. Fai le ricerche, metti i segnalbri, i link, stampi solo quello che ti pare, ecc ecc.
Invece, per gli archivi sterminati, un’altra caratteristica dei pdf molto poco conosciuta e di conseguenza usata sono le raccolte.
E’ possibile creare un “raccoglitore di pdf“, una specie di portale dei pdf raccolti e funziona davvero bene.
Così, tanto per dirne una.
settembre 5th, 2008 alle ore 6:46 pm
Per quanto riguarda invece la questione pirateria, è una bufala perlomeno per quanto riguarda la scolastica, come ti spiegherà Noa. Per il resto del mercato, non serve emule (i file che trovi sono raccolte di jpeg, anche di scarsissima qualità. Impossibile usarli per qualsiasi cosa).
Per leggere un ebook non ci vuole per forza un’iliad o qualche diavoleria eh, li leggi senza problemi con un pc.
Ma ripeto: bisogna comprendere le differenze fra ebook e versione cartacea…
settembre 5th, 2008 alle ore 6:58 pm
Ok ho finalmente capito.
Il problema è quindi sempre il solito: manca una base di conoscenze comune. O mio Dio! Sempre gli Standard!
Molti parlano senza conoscere il problema. Vero?
Per quanto riguarda la lettura da PC (o Mac) io non riesco pur avendo 2 buoni monitor. Da questo punto di vista sono un disabile a tutti gli effetti (termine usato nel rispetto di chi ha disabilità gravi).
settembre 5th, 2008 alle ore 9:21 pm
Sì Maurizio, molti parlano senza conoscere. E sono sempre i soliti, che stiano a roma o nelle redazioni.
Passi per i primi, ma una caratteristica dei secondi dovrebbe essere la curiosità personale, in mancanza di questa dovrebbe esserci l’ambizione professionale, e in mancanza anche di quest’ultima (sob) il semplice mestiere che impone il controllo delle fonti.
Pensare che materiale e discussioni in rete se ne trovano, e anche persone competenti da consultare/intervistare ecc.
Vabbè.
La questione dei diritti: il problema c’è, è inutile nascondersi dietro a un dito. Ed è una questione di fondamentale importanza per l’industria editoriale.
Non è un nostro problema, non di BBN intendo, e questo in virtù del fatto che il temperamento di BBN (è cosa viva, io sono solo il suo tutore) è quello un po’ anarchico della sua mamma
Scherzi a parte noi siamo accaniti sostenitore dell’open source e delle licenze creative commons. E infatti il 45% dei nostri contenuti sono rilasciati gratuitamente. Cosa balzana per un editore vero? Come mi è già capitato di dire, è il nostro – piccolo – tributo alla rete.
Per il resto, i contenuti non free intendo, la vendita dei quali deve necessariamente tenere in piedi la baracca, abbiamo attuato una politica dei prezzi tale da poter parlare di prezzo politico (mi si perdoni il gioco di parole), e abbiamo risolto il problema della pirateria con un escamotage commerciale: le licenze d’uso alle scuole.
Questo non significa che i nostri testi non possano essere e-mulati, ma noi ne saremmo o-norati
settembre 5th, 2008 alle ore 10:19 pm
ah! mi sta suggerendo mio marito (che ha le stesse riserve di maurizio, e non vi dico le discussioni) di segnalarvi il filmatino carino di gutemberg:
settembre 6th, 2008 alle ore 4:25 pm
Alla fine di tutto le cose stanno come credevo: il dispositivo che si utilizza o si dovrebbe utilizzare per leggere un libro in formato digitale è il video del PC (o Mac), almeno fino a quando gli e-book readers costeranno meno. Ma cosa dice la scienza? Me lo chiedo perchè io non riesco proprio a pensare di leggere per una o due ore un libro davanti al mio monitor (e sono uno che davanti al monitor ci passa molto tempo).
Il problema non è la vista (quella la rovino lo stesso rimanendo davanti al video tutto il giorno), è che non riesco proprio a concentrarmi (i libri invece mi rilassano).
Ok, il libro didattico digitale è o dovrebbe essere una cosa diversa dal libro tradizionale (ci sarà tempo per capirne le differenze).
Ma tornando il mio problema, i due libri che ho comperato sono il PDF del libro di carta! E adesso come li leggo?
Sono l’unico ad avere problemi a leggerli a video?
Ho risparmiato in tutto 15 o 20 euro acquistando il PDF ma ora devo comperare un iLiad (600 euro) o un proiettore (da 500 euro in su)? Direi che non sono stato lungimirante!
Natale si avvicina, potreste fare una colletta voi ricchi dell’accessibilità (si capisce che è ironico?).
settembre 7th, 2008 alle ore 11:50 am
Sei sicuro che siano il pdf del libro di carta? prova ad aprirne uno nel reader, premi ctrl+f4 e ingrandisci.
Oppure, vai nelle preferenze e cambia colore del testo e sfondo… oppure, fatti leggere il libro dal reader (se Acrobat parla in broccolino, trovi le istruzioni di come correggere il problema sul mio blog). Oppure prova a usare il motore di ricerca del reader e cerca di fare la stessa cosa con la carta.
Certo, se vuoi sentire il profumo della carta e il fruscio delle pagine non c’è scelta…
Mi sono ricordato dove ne avevo parlato: http://www.biroblu.info/2008/07/ma-che-lavoro-fai/
settembre 7th, 2008 alle ore 2:09 pm
Hai ragione, sono io che pretendo di leggerli come i libri di carta. Non sono la stessa cosa.
Però il problema si sposta ora dalla parte degli editori e di coloro che li scrivono. Mi spiego: un libro digitale non può essere concepito e sviluppato come un libro di carta. Torno al mio esempio: il libro di Cameron Moll è costituito da 104 pagine e se ci si vuole capire qualcosa bisogna leggerlo dall’inizio alla fine. Una volta letto tutto il libro (ma io non ci riesco a video) il formato digitale mi offre delle potenzialità in più che la carta non offre. Quindi il libro di Cameron Moll andrebbe, secondo me, comprato di carta e poi supportato dalla versione digitale. Nel caso specifico il formato digitale sarebbe un supporto utile al libro di carta (non un’entità a se stante).
Discorso a parte spetta alla funzionalità di lettura a voce da parte del reader. Un cieco non può leggere un libro tradizionale mentre la versione digitale si.
La domanda ora è: come dovrebbe essere concepito un libro digitale per essere interessante e fruibile da solo? In pratica, come deve essere per avere un mercato e svincolarsi dal libro di carta? Si potrebbe chiamare ancora libro in questo caso?
settembre 7th, 2008 alle ore 2:13 pm
…Ma sono noioso con tutte queste domande e così poche certezze?
Eppure leggo, studio, mi informo…
settembre 8th, 2008 alle ore 9:38 am
Su come dovrebbe essere concepito io e Scano abbiamo espresso la nostra opinione pubblicando credo primi e unici libri di carta con allegato cd contenente versioni pdf e xhtml entrambe accessibili…
settembre 8th, 2008 alle ore 12:36 pm
Livio,
bello il Tetralibro! Ogni tanto scopro qualcosa di nuovo su di te… tutte cose interessanti. Ma cosa non hai fatto?
settembre 8th, 2008 alle ore 6:52 pm
@ maurizio: “Si potrebbe chiamare ancora libro in questo caso?”
questa è una domanda molto molto interessante.
è un po’ che ci sto pensando
settembre 8th, 2008 alle ore 7:24 pm
no, si chiama ebook appunto
settembre 8th, 2008 alle ore 7:25 pm
eh Maurizio, sò vecchio…
settembre 8th, 2008 alle ore 10:21 pm
Livio, Noa,
ma perchè sprecate il vostro prezioso tempo a postare nel mio blog per farmi capire cosa realmente sia un libro in formato digitale?
Io credo di aver capito, ora finalmente siamo in tre (quattro con lo Scano, cinque con il Tombolini e pochi altri credo).
Aprendo dall’uno e dall’altra dell’uscita del codacons e, alla luce di quanto appreso fino ad ora non posso che concordare con voi.
Ora dimenticatevi di me e spiegatelo a loro!
settembre 8th, 2008 alle ore 11:37 pm
tu ci sei simpatico, “loro” no
(pare facile pare… )
settembre 9th, 2008 alle ore 10:46 am
Vai avanti tu Maurizio va
ottobre 9th, 2008 alle ore 12:36 am
[...] scolastica, mi sembra una questione di lana caprina, oziosa quando non faziosa. E in una risposta su un altro blog, mi è capitato di scrivere che se scoprissimo che i nostri testi sono stati e-mulati, noi ne [...]
gennaio 27th, 2010 alle ore 3:14 pm
[...] l’ho letto da schermo (faccio fatica a leggere su schermo, preferisco la carta, ma questo è un altro problema), ed eccomi qui a parlare del libro. La guida è divisa in 13 capitoli – [...]